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rapace
verrò come un rapace a mutilare lo scorpione dentro nel tuo cuore
 
 
 
 
           
       




"non resisti e un pò stai male
non parli più
in fondo c'era poco da dire
non parlerai più

perfetto il giorno muore
non ridi più
in fondo c'era poco da ridere
ti troverai nuda

non cresce più poesia"









sono alle hawaii e arrivi tu,dentro di me arrivi tu


le nostre difese sfidano la follia,che ormai non sa di niente..niente..niente..

mi spremi e inventi nuvole,e m'illudo spesso come se..

ti concederò il lusso di colpirmi.

Distinguimi se puoi
so che tu lo fai bene in lacrime
consumi vuoti blu in più
colpisci a fondo e sfiorami
ma resti ancora immobile
distendimi e inventa un senso
per poi sorprendermi
















forse sei un congegno che si spegne da sè

  la chiave della felicità è la disobbedienza in sè a quello che non c'è

E fu allora che Riccardo mi disse piano, a bassa voce mentre nuotava nell'acqua radioattiva: "Tu non sei libero se hai paura di morire. Stiamo facendo l'unica cosa che ci è permesso fare. Tu non sai fare neanche questo. Io morirei per questa coglionata...". Poi si fermò aggrappandosi ai rami che sporgevano dalla sponda e aggiunse: "Ma non morirei per te". Continuai a inveire come se non avessi sentito le sue parole ma non pensavo più a quello che dicevo. Stavo male. Di un dolore rabbioso e grottesco. Come quando scopri che gli altri avevano ragione e tu non ci avevi neanche pensato. Riccardo mi aveva dimostrato che il suo amore per me era vero, non un'amicizia postadolescenziale idealizzata.


ma per non esser buono e finto come voi,
dovrei uccidere tutti i miei eroi,
e non voglio restar solo...









ONE.


















“Non incolpare nessuno, non ti lamentare mai di niente né di nessuno perchè fondamentalmente tu hai fatto ciò che volevi della tua vita.
Accetta la difficoltà di costruire te stesso; e il valore di incominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo nasce dalle ceneri del suo errore.
Non ti lamentare mai della tua solitudine o del tuo destino, affrontali con coraggio e accettali in una maniera o nell’altra: sono il risultato delle tue azioni e prova del fatto che tu devi sempre vincere.
Non ti amareggiare del tuo fallimento e non accusare nessun altro per ciò che ti accade, accettati ora o continuerai a giustificarti come un bambino.
Ricorda: qualsiasi momento è buono per cominciare e nessuna persona è così terribile da dover essere buttata via; non dimenticare che la causa del tuo presente è il tuo passato così come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.
Impara dagli audaci, dai forti, da chi non accetta le situazioni, da chi vivrà nonostante tutto; pensa meno ai tuoi problemi: senza eliminarli, moriranno.
Guardati alla specchio di te stesso e sarai libero e forte, e smetterai di essere una vittima delle circostanze perchè tu stesso sei il tuo destino.
Alzati, guarda il sole di mattina e respira la luce dell’alba. Tu sei parte della forza della tua vita.
Ora svegliati, lotta, cammina, deciditi e trionferai nella vita; non pensare mai al tuo destino perchè il destino è il pretesto dei falliti.”
                                    Pablo Neruda



























                                                                                                                oh mina
ho perso il controllo
e dopo tutto non avrò che pioggia
che cade con me
e getto le ultime molecole contro di te
e brucia,brucia con me l'aria
                                                                      






































"...e vorrei sottolineare che la chitarra era mia.
pagata con i miei soldini guadagnati faticosamente.e quello che ci faccio sono cazzi miei!
si,io la meno la mia chitarra!"








 
24 luglio 2007

"è giusto che sia normale il male che vorrei..per te"



vorrei un abbraccio.
ho passato un breve periodo in un posto strano, dove le persone regalavano affetto, senza discriminazioni, senza pensare se eri triste o felice,senza avere pregiudizi,anche se non ti conosceva bene,così, ti abbracciava.
all'inizio mi sentivo strana,cosa avevo fatto per meritarmi tutto quell'affetto spontaneo? non ne ero più abituata.mi ero creata uno scudo,una barriera, perchè gli abbracci fanno bene ma possono anche ferire.e io lo so.
ma quelli erano abbracci diversi, privi di sencondi fini,spontanei.non erano fatti per ferirmi,ma per rafforzarmi. e adesso ne vorrei uno.
e mi odio perchè non riesco a diventare apatica.sarebbe tutto più semplice,tutto. e sto male perchè quel cazzo di basso non lo riesco a suonare,ascolto e riascolto canzoni che so già a memoria sentendomi ancora più impotente.

"se stenui in più non sei più anoide,mestile".

e non ho voglia di affrontare la prossima settimana, semplicemente non ne ho voglia.sarò indifferente a quello che succederà,mi terrò il dolore dentro anche se spero di non provarne.mi preparerò psicologicamente,e sarò pronta, vedrai.sarò pronta ad affrontare il tuo distacco,la tua indifferenza.ma mi va bene così,perchè tanto ho capito.ci sono voluti sei mesi ma alla fine ho capito.adesso basta.

marcon festival.
canos ep.
demo minile.

[queste sono le uniche cose importanti probabilmente]

"e mi uccide la tristezza, sento che mi uccide
ma non voglio reagire"




permalink | inviato da rapace il 24/7/2007 alle 15:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


 

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